14 set 1943

Alla volta di Valona

Si giunge così alla mattina del 14 quando riceviamo l’ordine di ammucchiare armi e munizioni all’interno della polveriera che dovrà saltare in aria; gli ufficiali caricheranno i loro zaini sui muli, soldati zaino in spalla.
E’ questo il disarmo generale; assisto con il cuore stretto alla distruzione delle nostre armi che però non hanno avuto ne tedeschi ne i partigiani; in fretta e furia si prepara il rancio che è costituito da una monumentale pasta asciutta; la truppa non ne ha mai avuto tanta e così abbondantemente condita e mai ne è rimasta tanta infondo alla marmitta: è lo scempio di ogni cosa viveri e materiali. Vengono distribuite gallette e scatolette di carne ed alla fine quel che resta vien buttato via. Riordiniamo la compagnia e ci incamminiamo alla volta di Valona.

Rimaniamo assieme io, il capitano ed un altro mio carissimo amico, Bongiardino di Castelvetrano; Giorgi, l’altro mio collega, comandante di plotone, ha trovato una moto con la ruota bucata ed abbandonata in un fosso. Questa moto sarà la causa prima della perdita del nostro bagaglio, infatti in sella alla moto abbandoniamo i muli per raggiungere la prima tappa distante una quarantina di KM.

Dopo aver cenato con pane e formaggio ci corichiamo al coperto.
Ho con me ancora il mio bagaglio.