12 set 1943

Partigiani o tedeschi?

Intanto qui la truppa sarebbe propensa a fuggire tra i partigiani con tutte le loro armi; tra gli ufficiali invece prevale la tendenza di andare con i tedeschi anziché con quella massa di straccioni costituita dai partigiani, con il cui comando siamo in trattativa e che ci manifesta però la sua intenzione di assalire ed eliminare con settecento armati all’una della stessa sera (giorno 12) il reparto tedesco che ospitiamo.
I partigiani sono numerosi e noi al contrario in pochi e per nulla propensi a rischiare la pelle adesso che sembra che tutto sia finalmente finito; ma il nostro comandante accetta le condizioni che il battaglione rimanga estraneo.
Questa decisione abbatte ancora di più il più il morale di noi tutti, ufficiali e soldati; essa appare ai nostri occhi come il più assurdo dei delitti,la piu schifosa delle vigliaccherie.
La sera a mensa mangiamo senza appetito, abbiamo l’ordine di non uscire nell’accampamento, le sentinelle dovranno assistere senza dare alcun allarme. Con il mio capitano mi rinchiudo nel mio alloggio, vorrei occupare la mia mente altrimenti, ma il mio pensiero corre sempre a quei ragazzi che tra poco dovranno subire l’attacco di settecento scalmanati e soffocare nell’accerchiamento.

Fumo una sigaretta dietro l’atra ed a volte mi assale l’impeto di correre fuori ed avvertire quei ragazzi che facciano qualcosa per la loro salvezza.
In un tremendo stato d’animo passano le ore, sono ormai le dodici e trenta, la tensione dei nostri nervi è al massimo al pensiero che tra breve si compirà la tragedia.
Ma ecco l’imprevisto; dalla strada giunge il rombare delle moto di numerosi automezzi, sono sicuramente i tedeschi, Avvisiamo i partigiani che rinuncino ad attaccare essi vorrebbero lo stesso, ma alla fine riusciamo a convincerli.
pochi minuti prima dell’una l’autocolonna entra nell’accampamento che ne viene così completamente invaso. Non conosciamo le intenzioni dei nuovi giunti, ma li accogliamo tutti con senso di liberazione; il loro arrivo ha sicuramente sgravato il mio animo da un grande rimorso con il quale avrei convissuto per lungo tempo.
Ci sentiamo tutti sollevati ma non sappiamo ancora che questa circostanza farà si che perderemo per sempre la magnifica occasione dell’imbarco per l’Italia.
Verremo a sapere più tardi che tanti militari, sfuggiti ai tedeschi ed ai partigiani, erano riusciti ad imbarcarsi ma a metà strada erano colati a picco perché bombardati da aerei tedeschi; in tutta questa tragedia fu per me cosa importante, il non essere stato coinvolto, in quel tradimento.