19 set 1943

Partenza per Tragjas

Ma ecco che qualche mattino dopo ci coglie il primo allarme di tanti cui saremo oggetto.

I tedeschi stanno piazzando le loro artiglierie lunga la costa e sotto il nostro villaggio; dobbiamo assolutamente sloggiare al più presto. Partiamo così per Tragjas.

Riceviamo una fredda accoglienza ma poco a poco ci rendiamo simpatici e veniamo invitati alla tavola non troppo ricca del capo villaggio; più tardi veniamo a sapere che a Lakatum, a 2 ore di cammino vi è la fattoria del Com. Orlando un trevigiano che sino ad oggi ha ospitato parecchi profughi dando loro lavoro.

Decidiamo di tentare e raggiungere la fattoria all’imbrunire, una grande sorpresa per noi è costituita dalla luce elettrica fornita da un gruppo elettrogeno; una radio poi si sente rintronare poco distante. Parliamo con il Comm gli offriamo del denaro assieme alla nostra disponibilità di lavorare, ma rifiuta e con un largo sorriso ci invita a rimanere.
A partire da quella sera Llakatund sarà per noi e sempre rimarrà nei nostri pensieri come un oasi di pace e di benessere in mezzo alle brutture de quel periodo albanese.
Ricorderò sempre quella fattoria con grande rimpianto; ricorderemo sempre il sapore di quel latte appena munto, la calda polenta quel buon vino, la cucina….all’italiana. Restiamo in quel paradiso cinque giorni ma dopo in seguito al solito allarme, siamo costretti a prendere il volo; ci inoltriamo nell’interno diretti a Molocastra dove tutto è distruzione ad opera del famoso bandito Isotosca (ucciso qualche giorno prima dell’armistizio) dagli Albanesi assieme a tutti i suoi familiari al servizio della milizia.
Quel giorno percorriamo una trentina di Km e pernottiamo sotto una tenda; degli albanesi ci offrono della pasta asciutta purtroppo cucinata alla loro maniera, è molto apprezzata lo stesso, sebbene sia scarsa. Smarrisco la bustina.