13 nov 1943

Puntate dei tedeschi

Ma al mattino dopo si decide di ripartire (il nostro scopo non è quello di raggiungere Valona con l’idea di impossibile imbarco, ma quello più modesto di una sistemazione più umana.) Quindi ci rechiamo prima in casa dell’avvocato sperando che sia tornato da Valona con la notizia d’avere trovato per noi qualcosa di buono come aveva promesso di fare, ma non sarà così; vi incontriamo solo il fratello che ad un tratto senza preavviso ci caccia via in malo modo. In lui vedo soltanto l’ipocrisia tipica dell’albanese e di questa voltafaccia così diversa dagli abbracci e false promesse di qualche giorno prima; sono stanco, debole, febbricitante profondamente deluso nelle aspettative più elementari e mi allontano cercando di celare il mio disprezzo per questo suo comportamento così villano.

Abbandoniamo il villaggio senza rimpianti e ci dirigiamo ancora verso Selenizza dove arriviamo dopo qualche ora di marcia per aggregarci ancora una volta alla mensa ufficiali.
I giorni passano lentamente nella più nera disperazione, vedo nel mio futuro niente altro che un freddo inverno, pioggia, stenti, e la minaccia sempre più immanente di qualche malanno al quale il mio fisico così debilitato non potrebbe farvi fronte; disponiamo di tre coperte in due e la notte distesi sul duro pavimento è molto penosa e lunga; da quando è iniziata questa triste avventura, mai come ora la disperazione e l’avvilimento hanno fatto parte di me come una seconda natura con la quale convivere senza una benché minima possibilità di difesa.
Quasi ogni giorno puntate tedesche ci costringono a lasciare il villaggio per rifugiarci nel profondo di una piccola grotta dove, al freddo al buio e nella umidità’ più acquosa, ci rintaniamo in attesa che il rastrellamento nemico passi oltre.
Giorgi è riuscito a vendere il suo cronometro d’oro per 1000 lek. A volte in paese compro un poco di fichi secchi di cui sono molto ghiotto, ma lo faccio con molta oculatezza, considerate le mie limitate disponibilità finanziarie. Una sera ho la insperata possibilità di procurarmi 1 litro di buon latte che consumo avidamente con del pane bianco, non passa giorno ch’io non pensi con grande apprensione all’inverno incipiente ed alla possibilità di affrontarlo con indumenti adatti. Il desiderio di casa mia è divenuto ormai una ossessione, la brama di un poco di serenità, di un riparo accogliente non mi abbandonano e sono i più fedeli compagni con cui condivido questa mia miserevole esistenza.