30 gen 1944

Giornate nel campo

Trascorrono le giornate sempre uguali; il freddo è molto diminuito d’intensità tanto da farci dubitare d’essere in polonia. Ogni sera ci viene letto il comunicato di guerra tedesco, non vi è nullo di nuovo.
Quasi ogni giorno ci giunge un insolito vociare fuori dal campo, potrebbe essere causato dai prigionieri russi a noi confinanti o dalla stazione non molto distante.
Nel campo fiorisce il commercio; un pane di segale viene pagato sino a 900 lire, 25 g di tabacco 250 lire. Con la vendita del mio orologio d’oro, che dopo tante vicissitudini ho potuto miracolosamente salvare, potrei ricavarne tre pani e 250 grammi di burro. Ma resisto, non mi pare giunto il momento di un simile baratto.
Oggi domenica grande festa; questa sera farò fuori tutte le patate che ogni giorno ho messo da parte per tutta la settimana. Ne ho tante che non so come cucinarle. Molto probabilmente una parte ne friggerò con lo strutto che abbiamo avuto, mentre altre le unirò alla minestra per renderla più appetibile; con quelle rimaste, il solito sformato. potrò così avere la possibilità di coricarmi pienamente soddisfatto e forse così fortunato da star male per aver mangiato troppo, massima mia aspirazione.
L’altra notte ho sognato di dividere i miei viveri con papà; un’altra volta d’essere arrivato a casa con un gavettone di carne e polenta fichi e un grosso pane ed ad accingermi a mangiare il tutto mentre la mamma preparava qualche altra pietanza, naturalmente per me.
Anche quest’altra notte a casa ed a tavola con un amico……allucinazioni.