17 gen 1944

Radio clandestina

In questi giorni circolano notizie circa l’andamento della guerra (nel campo evidentemente c’è qualche radio clandestina ) pensiamo che debba concludersi entro breve tempo, al massimo sei mesi ancora.
L’altro giorno ho scritto a casa ed ho spedito un bollettino per la richiesta di un pacco di viveri; in teoria potrei ricevere tre pacchi al mese con i quali allentare questa cinghia che mi serra sempre più Sperò entro la fine del mese di ricevere notizie da casa in risposta alla mia prima lettera spedita da Hoffenburg. Alcuni di noi hanno ricevuto posta da Roma datata 30 giorni prima.
Continuo a sperimentare nuovi procedimenti nel vano tentativo di soddisfare il mio appetito, abbruscolisco il pane in sottili fettine e dosando il tutto come un farmacista mi appronto numerose tratine che spalmate di imargarina, marmellata e zucchero mi illudo di consumare in quattro pasti. Ma così facendo stuzzico solo l’appetito…quell’appetito che non ha nessun motivo d’essere stuzzicato.
Ora però credo di avere indovinato la giusta via: al mattino solo te, a mezzogiorno la minestra, che sebbene molto liquida è il più delle volte gradevole, a questa aggiungerei mezza razione di pane con margarina, marmellata e zucchero, alle 16.00 il te ed un paio di crostini ed infine arrivare alla sera con il rancio di fine giornata; ho fatto ieri questo esperimento per la prima volta e mi ha soddisfatto, anche per il fatto che, a costo di gravi rinunce riesco egualmente a mettere da parte per la domenica quel quantitativo di generi che mi consentiranno di cucinarmi il mio famoso sformato di patate.
Nel leggere quanto precede si è indotti a credere di poter disporre di grandi quantità’ di derrate alimentari; la realtà è tutt’altra cosa: tiglio caldo al mattino che adoperò spesso per rasarmi, 150 grammi di pane di segale acido e molliccio con 20 grammi di zucchero, margarina e “marmellata”, 350 grammi di patate bollite ed a sera una brodaglia indefinibile E’ questa la nostra razione giornaliera (pari a qualche centinaia di calorie) con la quale cercare di sopravvivere e che, come un alchimista mi sforzo di scomporre per poi ricomporre nella vana illusione di lenire i morsi della fame.
Ieri ci hanno distribuito trentacinque sigarette a testa; sono le cosiddette papiroski russe. Sono in effetti delle mezze sigarette di polvere di tabacco. Mi riprometto di fumarne solo una al giorno facendo qualche strappo la domenica.