22 feb 1944

La gavetta rubata

Mi è stata rubata la gavetta con il cucchiaio ; è scomparsa durante la notte. E’ come se mi fosse venuto a mancare un caro amico e non mi do pace; mi era stata fedele compagna per tutto il mio lungo peregrinare.
Mi riprometto di procurarmene un’altra a costo di rubarla a mia volta.
Da qualche tempo ricomincia a circolare la voce di un possibile rientro in Italia, ma evito di cadere in impossibili illusioni, ma l’eventualità sebbene remota che si verifichi un esodo come quello tragicamente vissuto in quel carro bestiame, mi suggerisce l’idea di raggranellare qualche scorta.
Ieri hanno distribuito 50 delle solite sigarette che fumerò con grande parsimonia nell’eventualità di poterne barattare con un pò di pane; con Giorgi regna la pace. E’ in possesso di circa 10mila lire ma ad eccezione di due sigarette ed un pasticcino ed una caramella, con me non ha ancora spartito nulla nonostante abbia avuto la possibilità di acquistare qualcosa di extra. Se ne avrò l’occasione farò di tutto per rendergli la pariglia.
Non so da cosa dipenda, sarà forse lo stomaco che si è adattato, o mi sto ammalando , ma ho l’impressione di non provare la fame di una volta.