6 feb 1944

Pace con Giorgi

Questa settimana grande novità, ho fatto pace con Giorgi. Lui aveva tentato la scorsa settimana ma io avevo rifiutato per un sentimento di orgoglio e anche perché non si pensasse che a farlo mi spingesse quel denaro.
D’altra parte la possibilità di ricevere un aiuto, sotto forma di restituzione per quanto avevo speso per lui durante il precedente nostro peregrinare, mi solleticava un pò, ed allora, messi da parte, vecchi rancori, scrupoli ed orgoglio, ho preso la decisione di svegliarlo in piena notte e fare finalmente pace.
Oggi quindi per la prima volta dopo tanto tempo abbiamo mangiato assieme ma si è trattato di una discreta quantità di gnocchi che, per scarsità di farina si sono trasformati in purea di patate ugualmente gradita Mi ha offerto una buona sigaretta confezionata a mano con del tabacco sciolto; mi ha detto di aver vinto a poker 9000 lire.
Quella partenza, che appena qualche tempo fa sembrava imminente, è stata per il momento rinviata.
Sul fronte del vitto pessime notizie: la razione di patate è stata ridotta a 200g. La minestra di orzo e avena sostituita con altra a base di barbabietole rosse senza un minimo di condimento, la sera 50 grammi di pasta. La sera è arrivata la minestra di rape che ho barattato con del pane; ma questa minestra sarà per l’avvenire raddoppiata per quantità ed allora io non potrò più vendere la mia al posto del pane; ed infatti così accade, butto le rape che nessuno gradisce e mangio tutto il resto costringendomi a serbare un poco di mollica per la sera e quando, questa finalmente arriva, nella lettura e nel sonno cerco di allontanare da me questa eterna fame che non accenna ad abbandonarmi. Ma quando avrà termine questa sofferenza, quando potrò saziarmi a volontà senza pensieri per il domani, quando?