7 mar 1944

Il baratto

Oggi di servizio, non mi è stato troppo pesante ( e consiste nel trasportare dalla cucina alla baracca la marmitta con il rancio e le altre derrate, naturalmente con l’aiuto di qualcun altro. Con il cambio del personale della cucina ho notato un più che sensibile miglioramento: la pasta e le patate la sera, benché non molto abbandonanti, sono assai buone in modo da ritenere di non aver mai gustato niente di simile, nemmeno a casa (bestemmia suggerita dalla fame).
Quelle rape che non ho mai potuto mangiare sono state sostituite con 15 grammi di qualcosa che unita con pò di pasta in brodo ha concluso la giornata.
Oggi e domani avremo i crauti (verze sotto aceto) assai buone; il buon pasto di mezzogiorno mi ha consentito di mettere da parte una razione di pane che per il resto della giornata contemplo amorevolmente. Di partenza non se ne parla, ma se avverrà lo sarà per quanti hanno optato, ma non per me.
Mi sono deciso di barattare l’orologio; potrei ottenere 5000 lire, 1 kg di pane 2 kg di farina mezzo kg di lardo, cinque pacchetti di tabacco, il tutto per un valore di 12000 lire, ma potrei ottenere qualcosa in più
In questi giorni molti sono stati ricoverati per denutrizione; è questa forse la causa dell’aumentato potere nutritivo del vitto. posta e pacchi ancora niente, ma la speranza non mi abbandona.