13 mar 1944

Scorte divorate

Sembra che la partenza questa volta sia imminente, il primo convoglio dovrebbe partire a giorni e questa notizia ha prodotto un forte rincaro delle derrate alimentari; ho con me ancora il mio orologio e posso disporre di circa 80 sigarette (rappresentano la moneta del campo) con le quali all’occorrenza potere procurarmi un pò di provviste ed affrontare le incognite del trasferimento con maggiore serenità; accantono pertanto della margarina, pane e zucchero che però restano per me fonte di grande tentazione, specie quando assisto alla confezione di tagliatelle o di polenta da parte di chi sia stato baciato dalla fortuna. Ieri con Giorgi avevo deciso di festeggiare S. Giuseppe con un piatto di tagliatelle ma oggi vi ho rinunciato, il costo della farina è salito alle stelle.
Ho pensato di chiedere un pacco viveri alla moglie del mio ex comandante ed un altro alla signora Orlando -motivo: -quanto spedito dal nord Italia ha maggiore possibilità di giungere a destinazione mentre non è così per il centro e il meridione dove la merce sparisce misteriosamente. Ieri una vera tragedia; assalito da un irrefrenabile raptus ho divorato quanto faticosamente avevo serbato ed in pochi bocconi ho fatto fuori tutto, così a bocca piena come mi accadeva di fare nel bel tempo che fu. Ma ora un grande scoramento mi assale , debbo ripristinare le mie scorte. Ascoltando i bollettini di guerra si riaccende la speranza di un radioso prossimo futuro.