29 mag 1944

Nessun pacco

La razione di patate continua a diminuire, ma in compenso per 5 volte alla settimana avremo sbobbe di miglio ed orzo; ho preso l’abitudine di mangiare quanto mi viene distribuito tutto e subito niente scorte, niente riserve.
Abbiamo avuto la visita di un rappresentante della croce rossa italiana con una certa quantità di sigarette (a me è toccata una sigaretta e mezza ). Sembra che si adopererà affinchè ciascuno di noi ottenga un intero pacco viveri non oso sperarvi. E’ da molto che non ricevo posta, l’ultima cartolina è del 13 aprile.
Ancora nessun pacco per me, mentre qui al campo alcuni ne hanno ricevuti a decine, come Turini che ne ha ottenuti 4; nella mia cameretta siamo rimasti in pochissimi senza; ma la caccia ad ogni risorsa che possa migliorare il nostro stato continua accanita, nessuno rinuncia a nulla. In questi giorni nel frattempo forse per il caldo, sono preda di una grande debolezza; lo stare in piedi o camminare sono per me una vera sofferenza e quando dalla posizione orizzontale passo a quella verticale, mi colgono sensi di vertigini.
In queste condizioni, quando più grave è il mio stato, quando la disperazione s’impossessa di tutto il mio essere, è allora che sento prepotente il bisogno dei miei ed il loro ricordo diviene assillante, lancinante, e mi chiedo una volta quando potrò riabbracciarli.