9 mag 1945

Tragica verità

Questa mattina mi sono alzato presto perché assillato dal pensiero di come cucinare quel prezioso uovo, optando infine per una frittata con cipolle, salame, formaggio ed aromi vari.
Non riesco a consumare tutto quanto ci viene distribuito, per contro con la nuova settimana avremo della cioccolata e liquore (ma mi sto lamentando di tanta abbondanza! Ho così facilmente dimenticato il tempo di quella tragica fame che mi ha quasi ucciso durante quel mio pellegrinaggio nelle fredde montagne albanesi e sino a qualche giorno fa nei lager tedeschi?)
Sembra che negli ultimi tempi di prigionia il col tedesco del campo avesse ricevuto da Amburgo l’ordine di eliminare in massa tutti i prigionieri e che invece preoccupato di quel che gli sarebbe accaduto in un secondo tempo all’arrivo degli angloamericani, avesse temporeggiato sino al loro arrivo. Per questo alla fine di marzo inspiegabilmente venimmo trasferiti dalle nostre baracche ed attendati al freddo poco fuori dal campo ; da li ci avrebbero condotti vicino al bosco e la’ ammassati in una radura ci avrebbero eliminati col tiro incrociato dalle armi automatiche; qualche minuto di fuoco d’inferno, urla, lamenti, rantoli e poi silenzio interrotto degli uccelli e dell’indifferente stormire delle foglie-amen.
Su tutto questo il nostro col. Sta indagando.
Per il nostro rientro nessuna novità e quelle voci riguardanti il nostro eventuale trasferimento in sede più salubre, si sono spente.