18 lug 1945

Nessuna lettera dai miei cari

Ieri sera è arrivato don Pasà di ritorno dell’Italia; ha parlato con tutti noi e continuerà questa sera; quanto ci riferisce non è rassicurante; In Italia tutto sarebbe in rovina, l’esistenza sarebbe impossibile per l’alto costa della vita.
Il colonnello Bruno invece è meno catastrofico, le distruzioni causate dai bombardamenti non sarebbero rilevanti, e tutti avrebbero modo di lavorare.
Secondo il primo, solo poche centinaia di internati al giorno potrebbero essere avviati in Francia e quelli transitati per la Francia sarebbero stati internati e maltrattati alla maniera tedesca, come rivalsa della pugnalata alla schiena “subita ad opera dell’Italia”. Il colonnello Bruno insisterebbe col dire che il rimpatrio avverrebbe per blocchi di mille ed in breve tempo, ma a chi credere?
Alla notizia che don Pasa, ex internato era giunto in Italia un gran numero di familiari gli si sono fatti incontro ed a tutti ha recato nostre notizie; ci ha poi informato che era latore di circa 20.000 lettere da distribuire a noi internati. Tuttavia a distribuzione effettuata io sono rimasto a bocca asciutta con la certezza che sia io che i miei nulla sappiamo gli uni degli altri; scriverò ancora una volta affidando la lettera alla “Missione pontificia” che svolge anche questa attività.