12 lug 1945

Partenze iniziate

Due anni fa ero a Marotta quasi al termine della licenza poi la caduta del fascismo, il fortunoso viaggio di rientro in Albania, quindi l’armistizio, i due mesi in montagna con relativi pidocchi, cattura e campo di concentramento con relativa fame ed ora qui a non avere alcuna notizia dei miei; adesso mi trovo qui in attesa del rientro, ma non so se i miei si trovano a Palermo o ad Ancona.
Il nostro cm.te in seguito alla lettera inviata al comando d’armata inglese ha ottenuto un discreto incremento della razione giornaliera; ¾ di pane bianco, gr. 50 di margarina, 50 di zucchero, carne pancetta, formaggio e marmellata.
Le partenze sembra siano iniziate con turni di mille alla volta da aumentare a partire dalla metà del mese; per il viaggio che durerà sei giorni avremo una pagnotta, una scatola di carne, un ottimo spezzatino e dieci sigarette…ma tutto ciò non è vangelo perché troppo si è detto e si continua a dire attorno a questa partenza per crederlo attendibile. Si vocifera pure che dal 20 in poi ogni giorno potrebbe essere quello della partenza, ma per credere a queste panzane occorrerebbe non essere stati in un lager , non avere conosciuto un inglese, ed essere stati dotati di un buona buona dose di ottimismo che da tempo ci ha abbandonati.
Volendo definire il tempo, potremmo definirlo con i dolci appellativi di porco, schifoso, maiale, puzzolente; esatta traduzione di tempo piovoso germanico; ciascuno di noi non può predire le condizioni atmosferiche anche la più prossima, senza essere provvisto di grossi barometri, calli, fratture e dolori reumatici, nonostante un simile bagaglio avremmo grande difficoltà ad azzeccare uno straccio di attendibilità.
Accadde così che gaie comitive partano in mutandine per il laghetto (grossa pozzanghera in cui riusciamo a nuotare un poco) e ritorniamo a passo di corsa sotto un’acquazzone torrenziale, o che, al contrario si parta ammagliati ed incappucciati per il bosco in cerca di funghi, e si ritorni quasi interamente nudi con i vestiti a tracolla sotto il sole ardente.
In questo modo trascorriamo il tempo, non come in un recente passato discorrendo di succulenti nostalgici manicaretti (quella fame è ormai scomparsa) ma farneticando del nostro ritorno in Patria.
Mi reco ogni sera in paese alla ricerca del latte e l’altra sera ho avuto l’occasione di conoscere due belle ragazze troppo carine per essere tedesche, ma la cosa purtroppo non ha avuto alcun seguito.
La fidanzata inglese di un nostro collega è venuta qui a trovare il suo amore e ci ha informato che don Pasa è finalmente giunto a Roma con la nostra lista dei nostri nominativi; sperò pertanto che i miei sappiano di me e non mi credano invece stecchito ed incartapecorito riposante per l’eternità in terra tedesca.