12 mag 1944

Miserabile condizione

Durante questi 10 giorni sono stato molto sofferente, interoculite acuta. Sono stato costretto e di giorno e di notte a correre alla latrina, e quante volte non ho fatto in tempo ed ho dovuto defecare sul posto pieno d’umiliazione, vergogna e sconforto!
Come in questi frangenti ho sentito il bisogno della mamma, delle sue premure e del suo amore. Ma ora è tutto finito, sono guarito ed oggi ho potuto mangiare un pò di pasta. Le giornate sono più calde, il freddo sembra si sia allontanato per sempre, ma in infermeria si continua a morire e mancano quasi del tutto i medicinali; se dovesse tra noi insorgere una qualsiasi malattia infettiva, i tedeschi creerebbero il vuoto attorno a noi abbandonandoci
al nostro triste destino.
Oggi ho ricevuto una cartolina da Casalmaggiore con la quale mi si annuncia l’invio di un pacco viveri; sarà vero? Continuo nella mia disperazione, mi chiedo ancora una volta quando avrà termine questa nostra miserabile condizione, quando, libero potrò rifugiarmi nell’immenso e confortevole abbraccio dei miei.
Ho paura, tanta paura; ho il terrore di un altro gelido inverno d’affrontare con queste poche e miserevoli forze che mi restano.